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Normativa

 

GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
Serie generale – n 271
19-11-2016
ALLEGATO
RACCOLTA DEL RISPARMIO DEI SOGGETTI DIVERSI DALLE BANCHE


SEZIONE IX
SOCIAL LENDING

Il social  lending (o lending  based  crowdfunding)  è  uno  strumento  attraverso  il  quale una  pluralità di soggetti può richiedere a una pluralità di potenziali finanziatori, tramite piattaforme on-line, fondi rimborsabili per uso personale o per finanziare un progetto.
L’operatività  dei  gestori  dei  portali  on-line  che  svolgono  attività  di  social  lending (di seguito,  "gestori")  e  di  coloro  che  prestano  o  raccolgono  fondi  tramite  i  suddetti portali  (di  seguito, rispettivamente, "finanziatori" e "prenditori") è consentita nel rispetto delle norme che regolano  le  attività  riservate  dalla  legge  a  particolari  categorie  di soggetti  (ad  esempio,  attività  bancaria,  raccolta  del  risparmio  presso  il  pubblico, concessione  di  credito  nei  confronti  del  pubblico, mediazione creditizia, prestazione dei servizi di pagamento).
Con  specifico  riferimento  alla  raccolta  del  risparmio  tra  il  pubblico,  si  rammenta che  tale  attività è vietata, in linea di principio e salve le eccezioni di seguito richiamate, sia ai gestori sia ai  prenditori.  Peraltro,  valgono  anche  per  detti  soggetti  le  deroghe al  divieto  di  raccolta  di  risparmio  tra  il  pubblico  previste  dall’art.  11  del  TUB,  nel rispetto  delle  modalità  e  dei  limiti  previsti dalla presenti disposizioni.

In  particolare,  per  quanto  riguarda  i  gestori,  non  costituisce  raccolta  di  risparmio  tra  il  pubblico:

- la  ricezione  di  fondi  da  inserire  in  conti  di  pagamento  utilizzati esclusivamente  per  la  prestazione  dei  servizi  di  pagamento  dai  gestori  medesimi,  se autorizzati  a  operare  come  istituti  di  pagamento,  istituti  di  moneta  elettronica  o intermediari  finanziari  di  cui  all’art.  106  del  TUB  autorizzati  a  prestare  servizi di  pagamento  ai  sensi  dell’art.  114-novies,  comma 4, del TUB;
- la ricezione di fondi connessa all’emissione di moneta elettronica effettuata dai gestori a tal fine autorizzati.


Per  quanto  riguarda,  invece,  i  prenditori,  non  costituisce  raccolta  di risparmio  tra  il  pubblico:

- l’acquisizione  di  fondi  effettuata  sulla  base  di  trattative  personalizzate con  i  singoli  finanziatori.  Al  riguardo,  avute  presenti  le  modalità  operative tipiche  delle  piattaforme  di  social lending, le trattative possono essere considerate personalizzate allorché i prenditori e i  finanziatori  sono  in  grado di  incidere  con  la  propria  volontà  sulla  determinazione  delle  clausole del contratto tra loro stipulato e il gestore del portale si limita a svolgere un’attività di supporto allo svolgimento delle trattative precedenti alla formazione del contratto (1). Per non  incorrere  nell’esercizio  abusivo  della  raccolta  del risparmio,  i  prenditori  si  avvalgono  esclusivamente  di  piattaforme  che assicurano  il  carattere  personalizzato  delle  trattative  e  sono  in  grado  di dimostrare  il  rispetto  di  tale  condizione  anche  attraverso  un’adeguata informativa pubblica.
- l’acquisizione  di  fondi  presso  soggetti  sottoposti  a  vigilanza  prudenziale, operanti  nei  settori bancario, finanziario, mobiliare, assicurativo e previdenziale.   


La  definizione  di  un  limite  massimo,  di  contenuto  importo,  all’acquisizione  di  fondi tramite  portale  on  line  di  social  lending  da  parte  dei  prenditori  è  coerente  con  la ratio  sottesa alle  presenti  Disposizioni,  volta  a  impedire  ai  soggetti  non  bancari  di raccogliere  fondi  per  ammontare rilevante presso un numero indeterminato di risparmiatori.  
Sono  comunque  precluse  ai  gestori  e  ai  prenditori  la  raccolta  di  fondi  a  vista  e ogni  altra  forma  di  raccolta  collegata  all’emissione  o  alla  gestione  di  mezzi  di pagamento  a  spendibilità  generalizzata.
Restano  ferme  le  possibilità  di  raccolta  senza  limiti  da  parte  di  banche  che esercitano  attività di social lending  attraverso portali on-line.
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1) Tale condizione si considera rispettata, ad esempio, allorché  il gestore predisponga un regolamento contrattuale standard che costituisce solo una base di partenza delle trattative, che devono essere in ogni caso svolte autonomamente dai contraenti, eventualmente avvalendosi di strumenti informatici forniti dal gestore.  

 
 
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